“Full Contact” e “KARATE” – Ivano Casali

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“Full Contact” e “KARATE” – Ivano Casali

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Effettuando una ricerca sull’autorevole Wikipedia delle parole “full contact” (letteralmente pieno contatto) subito si subisce un “redirect” (reindirizzamento)  ad una definizione leggermente diversa, con la seguente scritta :

1.                Full contact karate

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

(Reindirizzamento da Full contact)

un occhio attento può quindi notare come in due mosse l’enciclopedia libera restituisce alla disciplina della mano   “Mano vuota” (oppure “Mano Cinese” per alcuni puristi), quello che la storia ha sottratto.

La nuova Wiki-definizione che ci viene presentata è Full contact karate, la quale rappresenta:

un termine usato per indicare uno sport derivato dal Karate in cui, a differenza dei combattimenti di quest’ultimo e delle varianti Point Karate e Semi-contact, è consentito il pieno contatto (“full contact” in inglese) dalla cintura in su.

Questa disciplina è divenuta intorno agli anni 70 uno sport in cui, come nel pugilato, è presente il contatto pieno, dando così vita al “Full-Contact Karate” o “Professional Karate”.

La nuova disciplina ebbe un forte successo sia negli Stati Uniti sia in Europa.  

Dato che le associazioni sportive di karate tradizionale ritenevano non corretto associare la parola “karate” a “full-contact”, ancora oggi tale sport viene chiamato semplicemente Full-Contact.

Oltre al Semi-Contact vi è il “Light-Contact” in cui non è permesso mettere a pieno segno i colpi e quindi neanche il KO. Come nel Full-Contact, però, l’azione non viene interrotta.

Quanto menzionato sino ad ora è storia, ma l’ho ritenuto necessario per non dimenticare che il “pieno contatto” ha origine dalla nobile disciplina del Karate.

Proprio l’aspetto marziale derivante dal Karate, rende necessario per un praticante di “Full Contact Karate” migliorare la propria arte ad ogni allenamento, sviscerare ad ogni lezione l’annosa esperienza del proprio Sensei/Senpai,  respirando al tempo stesso la passione che accompagna gli esperti e paradossalmente accompagna anche chi, alle prime lezioni, si avvicina a questa disciplina.

Un ulteriore aspetto doveroso da far emergere di questa disciplina è il coinvolgimento dell’allievo (a volte anche inconsapevolmente) nella condivisione con se stesso dei propri errori e dei propri risultati,  ottenendo di volta in volta un microscopico miglioramento di se stessi e della propria arte,  constatando e dimostrando continuamente che questa disciplina (sport che dir si voglia), adottata come stile di vita, può restituire parecchio al praticante, indipendentemente dall’età o dalle velleità agonistiche, tenendo presente  tuttavia che il praticante di Full Contact Karate che decide di esprimersi  in gare sportive agonistiche porta sempre sul tatami o sul ring la propria arte marziale.

Lo Shinseikai Karate Honbu  Dojo di Roma, di cui faccio parte, ha adottato in pieno  il concetto della disciplina “Full Contact Karate” cogliendone sia gli aspetti dell’ambito sportivo che le sfaccettature dell’arte marziale per un corretto insegnamento di uno stile di vita (“karate do”) da adottare verosimilmente anche al di fuori del Dojo.

Concludo questa brevissima missiva sul “Full Contact Karate” con un’ulteriore “condivisione” , linkando un video di “Shinseikai Fighting Karate Team Demo”, che rende l’idea dell’efficacia di questa arte, in quell’occasione ho potuto partecipare solo da spettatore chissà che un giorno non la ripeteremo migliorandola in perfetto stile Shinseikai !!!


OSU !
Ivano Casali

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