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petrosyanGIORGIO CE L’HA FATTA!!!!
E’ lui in vincitore indiscusso del K-1 Max World Championship 2009!!!!
Giorgio e’ stato perfetto sotto tutti i punti di vista, ha mandato a dormire il Giapponese Yamamoto al primo round e dato una lezione di K-1 al piu’ quotato Souwer.
Che dire se non : “GRAZIE GIORGIO DI AVER PORTATO LA CINTURA IN ITALIA!!!”

Da parte di tutto lo Shinseikai Karate Italia ti porgiamo il nostro piu’ grosso e senito: “OSU!”

Filippo Cala’

videoTec08In questa pagina trovate le prime video tecniche che era possibile scaricarle dalla vecchia versione del sito.
Alcune sono state girate presso la prima sede dello Shinseikai Honbu Dojo di Roma.
Da adesso saranno residenti come gli altri filmati sulla pagina dello Shinseikai Karate presente su Youtube.
Tutte le descrizioni sono inserite sulla pagina che contiene il filmato.

kohiruimakiJPGIl nostro amico Kohiruimaki combattera’ in un Super Fight durante le finali del K-1 Max World Championship il prossimo 26 Ottobre.
Questa volta il suo avversario e’ il fortissimo atleta Drago, sara’ sicuramente un match molto accesso conoscendo lo stile di entrambi.
Spero per Kohi-San che riesca a disputare un ottimo incontro, e che il prossimo anno sia piu’ fortunato per lui e soprattutto privo di infortuni.

Di seguito potete gustarvi il video prodotto dal K-1 Corp. che mostra una seduta di sparring di Kohiruimaki e un’intervista (purtroppo per adesso solo in giapponese).

Buona visione e forza KOHIRUIMAKI, tutto lo Shinseikai e’ con te!!!

OSU!

Filippo Cala’

k1maxjpgCi siamo…
Il prossimo 26 Ottobre il nostro Giorgio Petrosyan affrontera’ la finale per decretare chi e’ il numero uno del K-1 al limite dei 70 Kg.
Di seguito potete godere di uno splendido trailer con i 4 protagonisti della finale.

OSU!

Filippo Cala’

dario_shinseikai_hand

Di Dario Pattarini – Allievo Shinseikai Karate Honbu dojo Roma

La recente assenza di Filippo ad un allenamento del giovedì mi ha dato la possibilità di assistere alla manifestazione delle potenzialità come Sensei di Senpai “Shodan Shinseikai” Tullio e degli allievi più anziani.

L’allenamento è stato molto intenso già dal riscaldamento, come abitudine (ormai nota :D ) di Tullio, ma la vera differenza con altre lezioni da lui tenute l’ho notata durante la fase tecnica.

Al posto degli efficaci ma monotoni Khion, il buon Tullio ha optato (credo su consiglio del Sensei) per dei più movimentati e tecnici Renraku, che hanno dato il pretesto al Senpai di soffermarsi su una diffusa e dettagliata spiegazione delle catene cinetiche da sfruttare e della strategia dietro la successione delle tecniche.

La successiva fase di yakusoku kumite è stata ancora più didattica, dato che il Senpai non solo ci ha assegnato movimenti molto completi e strategicamente interessanti, ma ha anche coinvolto nel controllo dei nuovi allievi e delle cinture blue Francesco e Pierluigi, che hanno dato un contributo di pari valore nella qualità dell’insegnamento e nell’impostazione generale.

Il vero capolavoro Tullio lo ha fatto dopo il Mokuso, riprendendo la spiegazione, ampliandola e arricchendola di ulteriori particolari, non mancando di sottolineare che si tratta di tecniche materia d’esame e richiamando perciò la nostra attenzione sulla loro importanza, anche per la preparazione al combattimento.

Chiaramente gli insegnamenti che mi sono portato dietro da questa giornata si sono innestati sul terreno fertile già preparato dal Sensei, e quindi spero sia chiaro che è lontana dalle mie intenzioni anche solo l’ombra di una critica sulla metodologia di insegnamento di Filippo.

Il mio scopo è solo un sincero ringraziamento a Tullio, Francesco e Pierluigi che si sono presi cura della pippaccia che vi sta scrivendo con un’attenzione maniacale ai dettagli nella spiegazione e nell’esecuzione delle tecniche, confermandomi di avere scelto un gruppo eccezionale.

Magarì è solo una mia impressione, ma il cominciare a “capire e vedere” lo scopo della tecnica complessa nel suo insieme mi sta aiutando a non pensare più a “oddio non mi ricordo cosa devo fare adesso”, ma ad un tutt’uno da eseguire, cercando la spontaneità dei singoli gesti, unendoli correttamente tra loro. Adesso la lentezza è quella di un bradipo, ma la velocità verrà con la pratica e l’impegno.

Alla fine di questo resoconto, mi sento di chiedere al Sensei di aprire una sezione dedicata nel Sito per “fermare” sul web questi approfondimenti sugli elementi costituenti programma d’esame, magari accompagando le note teoriche con esempi di “tecniche tipo” (su renraku e yakusoku kumite) per aiutare gli allenamenti di preparazione al passaggio di kyu.

La strada da fare sulla via dell’efficacia in kumitè è ancora tanta e faticosa, ma intravedo una debole luce in fondo al tunnel.

OSU!

Dario Pattarini