K-1 : come ci si allena e si vive in Giappone.

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K-1 : come ci si allena e si vive in Giappone.

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Questo articolo vuole essere una sorta di condivisione delle mie esperienze d’allenamento fatte in Giappone sperando che siano utili per motivare ed ispirare qualche lettore.
Descrivero’ una giornata tipo vissuta da me a Tokyo dalla mattina alla sera come se fosse scritta in un diario con tanto di orari e dettagli.


08:00 AM – Suona la sveglia ed inizia un nuovo giorno qui a Tokyo, tempo di lavarmi e infilarmi la tuta e preparare la borsa e sono pronto per la colazione.
Per fortuna in alcuni alberghi giapponesi e’ possibile scegliere tra il buffet orientale e quello occidentale… mangiare riso e varie zuppe di verdure e fagioli non lo vedo molto consigliato per chi deve allenarsi duramente come me.

09:00 AM – Sono pronto a prendere la metropolitana che mi portera’ alla palestra dove mi alleno “The Spirit Gym” di Nicholas Pettas (vincitore del K-1 Japan).
Arrivo sempre prima dell’apertura della palestra in quanto vicino a dove ci alleniamo (nell’elegante quartiere Nogizaka vicino Roppongi) ce’ un tipico tempio Giapponese chiamato Nogi Shrine.
Mi piace rilassarmi all’interno del Tempio, mi prepara a quello che mi spetta in palestra.

10:00 AM – Iniziano gli allenamenti. Io insieme ad altri atleti professionisti iniziamo a fare un stretching e riscaldamento in maniera individuale. Nel momento in cui il nostro allenatore ci richiama inizia l’allenamento vero e proprio.
Prima di tutto ci mettevamo davanti a Nicholas per una sorta di riscaldamento generale con rotazione degli arti, allungamenti, subito dopo iniziava una corsetta di riscaldamento con qualche esercizio per aumentare il ritmo.
Erano inclusi anche esercizi di coordinazione ed “acrobatica” come capriole a terra avanti e indietro, camminata in verticale, ruote e ribaltate in avanti.

Una volta finito il riscaldamento si iniziava la parte piu’ specifica.

L’aiutante di Nicholas Pettas, Takashi Amada impostava il rounds timer a 3 minuti per round con recupero di un minuto.
Iniziavamo con tre rounds di corda in maniera abbastanza sciolta.
Subito dopo ci mettevamo in coppia per tirare tecniche di calci e pugni ai colpitori (pao) andando avanti in dietro per la palestra (due rounds ciascuno).

Una volta finito l’allenamento in coppia cominciavamo con tre rounds di shadow boxing (gambe e braccia) a massima intensita’ davanti agli specchi.

Finiti i rounds di shadow boxing, indossavamo tutte le protezioni per prepararci allo sparring tra di noi.
Nicholas combatteva sul ring e chiamava uno ad uno il “malcapitato” di turno…
Di solito il primo round era impostato solo con tecniche di braccia per riscaldarci per bene e migliorare la nostra Boxe.

Tutti gli altri round erano effettuati con le regole del K-1, ginocchiate comprese.
I combattimenti erano duri ma tecnici ed incidenti gravi non ce ne sono mai stati, visto anche l’alto livello di preparazione dei miei compagni ed era bello vedere persone di culture differenti aiutarsi a vicenda con consigli tecnici e tattici durante il minuto di recupero.
Finiti i 10 rounds di sparring passavamo all’allenamento ai sacchi per la durata di quattro rounds.

12:00 PM – Qui veniva la parte piu’ dura…
Dopo il lavoro fatto in palestra,ed un dito del piede fratturato, ci infilavamo le scarpe da corsa per andare a correre all’esterno.
Il programma era il seguente: si partiva al massimo della velocita’ salendo una scalinata di circa 100 gradini per poi rallentare e continuare a correre passando tra l’altro anche all’interno del tempio che ho descritto prima.
Tutto questo per 3 volte consecutive.
Dopo aver recuperato (almeno due minuti) si effettuava la prova a cronometro: a turno ognuno di noi doveva fare lo stesso percorso in minor tempo possibile.
12:30 PM – Si rientrava in palestra speranzosi di aver terminato l’allenamento ma purtroppo (o per fortuna) non era cosi’…
Cominciavamo con la parte del potenziamento muscolare, flessioni, addominali, dorsali e gambe venivano private delle ultime risorse di energie che rimanevano…

01:30 PM – Stremato dalla fatica ma contento di vivere in prima persona un’esperienza per me cosi’ formativa, passavamo alla fase di training autogeno.
Si spengevano le luci, ci sdraiavamo sul tatami e seguivamo le istruzioni per rilassarci e concentrarci sui nostri obiettivi.
Ho trovato questo tipo di allenamento molto interessante.
02.00 PM – Finalmente liberi!
Il corpo era a pezzi ma il morale era alle stelle, ero soddisfatto di cio’ che avevo imparato e del mio sparring; adesso veniva la parte piu’ facile della giornata, il rientro in albergo.

03.00 PM – Dopo la doccia ed essermi cambiato era l’ora del pranzo. Dopo aver bruciato tutte quelle calorie non potevo andare in un tipico ristorante giapponese o sedermi nei chioschi che si trovano per le vie di Tokyo, i giapponesi hanno un rapporto con il cibo diverso da noi, un nostro pasto corrisponde a tre dei loro e poi sinceramente mangiare del Sushi non avrebbe appagato la mia fame.
Così mi recavo ad un locale dove si mangiava del pollo e con curiosita’ dei giapponesi che mi sedevano accanto mangiavo per due persone (rientravo pienamente nel peso della categoria … per cui problemi di peso non ne avevo).

03.45 PM – Ritornavo in albergo per digerire e finalmente riposarmi, guardare per quel poco che ne capivo, di sana e delirante TV Giapponese.
E’ strano vedere come la TV nipponica dia molto spazio nelle loro trasmissioni alle Arti Marziali, una realta’ per noi lontana anni luce.

04:30 PM – Una volta “riposato” mi dedicavo un po’ allo shopping e visitare qualche negozio e attrazione turistica (penso di averle viste tutte ormai a Tokyo).
E’ strano vedere sui Maxi Schermi a Shibuya spot pubblicitari con Bob Sapp, Sakuraba e l’anteprime del Pride e del K-1.

06:00 PM – Allenamenti di Karate (questa e’ un’altra storia e ve la raccontero’ in un altro articolo).09:00 PM – Ritornavo in albergo in stato semi vegetativo ma felice di realizzare per l’ennesima volta uno dei miei piu’ grandi sogni: allenarmi dove hanno avuto origine le discipline a cui ho dedicato gran parte della mia vita.
Tempo di mangiare qualcosa al volo e di preparami alla notte e gia’ verso le 10:00 PM ero nel mondo dei sogni, pronto per ricominciare di nuovo una giornata ricca di sacrifici e di soddisfazioni.

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