Tullio Vitanza: Missione Compiuta!

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Tullio Vitanza: Missione Compiuta!

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Questo è un articolo che serve a raccontare quella che è stata la mia esperienza in Giappone.

Possiamo dire che l’esame per me è cominciato con la preparazione; senza prenderla troppo alla larga, la mia preparazione è cominciata con l’arrivo in Giappone: ho deciso di arrivarea Tokyo con 5 giorni di anticipo rispetto al giorno dell’esame per poter limitare al minimo l’influenza del jet-lag sulle mie prestazioni, per avere il tempo materiale di recuperare dallo stress del viaggio, 16 ore in aereo non sono poche, e per poter incontrare i maestri e amici giapponesi, i quali mi hanno dato la possibilità di partecipare alle loro preziose lezioni.

Il mio viaggio comincia nella capitale, dove ho avuto modo di farmi una nuotata per risvegliare i muscoli, dopo due giorni visito il dojo di Kohiruimaki (K-1 Max Japan Champion) dove ho fatto moviola sparring con degli allievi davvero molto tattici.
Poi si passa a Kyoto dove mi un giorno mi alleno per conto mio e l’altro incontro il presidente dello Shinseikai Karate Minoru Tanaka, che mi porta a fare sparring da un maestro, uno dei tanti maestri gemellati della nostra scuola in Giappone.
Arriva il giorno dell’esame. Mi do appuntamento con Iwasaki Sensei alla stazione e faccio in modo di essere lì con un’ora di anticipo per poter cominciare con il riscaldamento articolare direttamente in stazione.
Si dimostra un’intuizione giusta perché il maestro si presenta con mezz’ora di anticipo; se fossi arrivato puntuale lo avrei fatto aspettare, ai miei occhi prova di scarsa professionalità.
Arriviamo al dojo con mio padre e i miei amici e compagni dello Shinseikai Italia, Michael e Daniele, che mi hanno accompagnato e sostenuto in questa impresa.
La prima prova è una prova di concentrazione: devo impilare due palline da tennis in modo tale che rimangono in equilibrio, ci riesco.
Il passo successivo consiste nel calciare con un maegeri una pallina appesa al soffitto ad un’altezza di 10 cm circa sopra la mia testa, e posso dire, per fortuna che mi sono preso il tempo di riscaldarmi alla stazione, sennò avrei sicuramente rischiato di stressare il muscolo. Anche questa prova è superata.
Ora devo provare a spaccare una pietra a mani nude, Iwasaki sensei mi porge una pietra piatta, la rompo senza troppi indugi, questa è solo una prova, mi dice.
Comincia l’esame vero e proprio: kihon con i bambini, lavoro ai pao e sparring.
Finisce l’allenamento dei bambini ed entrano le cinture nere.
Mi viene spiegato che per l’occasione ci sono 14 cinture nere: uno shihan dell’Ashihara con un suo allievo, un ragazzo del Kyokushin e un professionista di Kickboxing, le altre cinture nere sono tutte made in Shinseikai, compreso il Campione Nazionale.
Si procede con i kihon idou, una grande prova di concentrazione; poi si passa ai kata, i due che avevo preparato, più i due kihon per bianche e gialle che devo improvvisare seguendo le mosse che eseguono due bambini cintura marrone.
Me ne viene mostrato un terzo che vengo invitato a imparare per quando tornerò in Italia, con e senza bokken.
Poi devo spaccare la pietra, quella vera, ancora una volta, rotta al primo tentativo, omiyage (souvenir) numero uno, quello numero due mi sarebbe stato dato dopo.

Kumite, il momento clou di tutto l’esame.
I giapponesi hanno uno stile di combattimento molto diverso rispetto a quello a cui sono abituato qui in Italia, quando combattono sorridono e puntano tutto sull’esecuzione di tecniche improvvise che vengono tirate con grande velocità.
Devo abituarmi in fretta al loro stile, ma durante uno dei primi incontri, con un avversario particolarmente ostico comincio ad avvertire un forte dolore al fegato, dolore che resterà costante per tutti i restanti incontri.
Il giorno dopo avrei saputo che quel dolore era una cartilagine costale fratturata, proprio all’altezza del fegato, ma arrivo alla fine, togliendomi anche qualche soddisfazione. Souvenir dal Giappone, mi avrebbe risposto poi Tanaka kancho.
La commissione composta da Tanaka e Kokufu sensei mi nomina Secondo Dan Shinseikai e inizia la festa con lo scambio dei regali, una bella dimostrazione dello spirito puro che si respira in questa grande scuola di Karate.
Auguro a tutti loro il meglio, per il karate e per le loro vite



Tullio Vitanza

OSU!

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